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		<title><![CDATA[Arte]]></title>
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			<title><![CDATA[Natività di Maria]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuele Gargiulo]]></author>
			<category domain="http://www.laparresia.com/blog/index.php?category=Iconografia"><![CDATA[Iconografia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000015"><div><span class="fs10lh1-5"><b>Natività di Maria</b></span></div><div><span class="fs10lh1-5"><b><br></b></span></div> &nbsp;<div>L’icona che vediamo raffigura la nascita di Maria. Quest’icona andrebbe letta in parallelo all’icona della natività di Gesù, infatti vi sono molti elementi in comune ce vedremo.</div> &nbsp;<div>L’icona è suddivisa in tre sezioni, dall’alto verso il basso. </div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b>La scena in alto. </b></span></div> &nbsp;<div>Raffigurante degli edifici, in uno dei quali si affaccia Gioacchino, padre di Maria. È meraviglioso vedere come l’iconografo rende partecipe il padre di Maria, in modo non invasivo contempla con stupore l’avvenimento del parto. I due edifici sono legati da un telo rosso, indicando proprio la presenza di Dio, come il Signore non in modo accidentale, ma essendo il Signore della storia ha voluto da sempre e ha pensato da sempre a Maria come madre di Dio. </div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b>La scena centrale.</b></span></div> &nbsp;<div>Troviamo Anna, madre di Maria sdraiata sul letto, luogo del parto, che sembra più un trono. Qui troviamo la prima similitudine con l’icona della natività di Gesù. Anna ricorda molto Maria, è bellissimo immaginare che Maria impara a fare la mamma proprio da Anna, questa similitudine della postura ricorda proprio questo. In oltre troviamo tre fanciulle che portano dei doni alla nascitura, questo ricorda l’avvenimento dei Magi. </div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b>La scena inferiore.</b></span></div> &nbsp;<div>La parte inferiore dell’icona che vediamo è divisa i due scene, anche esse riprendono l’icona della natività di Gesù. Il lavaggio della bambina appena nata dalla placenta e il prendersi cura di Maria nella culla. Queste due scene, non è presente Anna ma altre persone, questo per sottolineare che l’evento della nascita della Beata Vergine Maria, non è un evento privato, chiuso nella famiglia, ma è per tutti noi. Ognuno di noi si può sostituire a quelle ragazze e mettersi a prendere cura di Maria, a partecipare della sua vita per arrivare a Cristo.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 Sep 2022 08:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Entrata in Gerusalemme]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuele Gargiulo]]></author>
			<category domain="http://www.laparresia.com/blog/index.php?category=Arte_Sacra"><![CDATA[Arte Sacra]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000014"><div><span class="fs10lh1-5">Con la Domenica delle Palme entriamo nel grande mistero della settimana Santa. La liturgia di questa domenica è particolare, in quanto è l’unica celebrazione ad avere la proclamazione di due passi del Vangelo, la prima volta si legge prima della solenne processione e narra appunto l’ingresso di Gesù in Gerusalemme, la seconda volta si legge tutta la passione di Gesù fino alla sepoltura. È una celebrazione lunga ma fa capire bene come nell’arco di pochi giorni Gesù passa dall’essere osannato alla pena di morte.</span><br></div><div><span class="fs10lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div>L’affresco che propongo è un’opera famosissima di Giotto intitolata appunto <i>‘Entrata di Cristo a Gerusalemme’ </i>risalente ai primi del XIV secolo (1304 d.C.), ancora oggi visibile nella cappella degli Scrovegni a Padova. </div><div><br></div> &nbsp;<div>Quest’opera oltre ad essere meravigliosa esaltando sempre la bravura del maestro Giotto, ha delle piccole caratteristiche interessanti, in quanto l’opera di riferimento non è singola ma fa parte di un ciclo di affreschi all’interno della cappella stessa.</div><div><br></div> &nbsp;<div>Il primo elemento che risalta nell’affresco è proprio Cristo, che cavalca un asino, questo avvenimento dell’asino è interessante in quanto solo nel vangelo di Matteo è specificato, interessante il fatto che Matteo che è un Israelita e scrive il Vangelo per comunità ebraiche che credono in Gesù, il sottolineare la presenza dell’asino è per far riferimento al profeta Zaccaria che dice: <i>“Esulta grandemente figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d'asina.”</i> (Zc 9,9). Il re si avvicina a Gerusalemme ma è un re diverso da tutti quelli che il mondo conosce, è un re di umiltà che cavalca l’asina. Sempre il profeta Zaccaria parla di come il messia entra a Gerusalemme, cioè passando dal monte degli ulivi ed entrando a Gerusalemme (cf Zc 14,4), Matteo descrive in modo analogo la stessa scena e infatti parla di Betfage, che è sul lato opposto del monte degli ulivi.</div><div><br></div> &nbsp;<div>Alle spalle di Gesù vi sono i discepoli che si guardano increduli di quello che sta avvenendo, infatti poche pagine prima di questo racconto il Vangelo ci narra che Gesù deve scappare per non essere ucciso. In alto troviamo dei ragazzi che si arrampicano sull’albero per prendere i rami di ulivo e gettarli a terra dove passa Gesù questo è un chiaro simbolo di regalità che si faceva quando passava qualcuno di importante.</div><div><br></div> &nbsp;<div>La cosa più interessante a mio parere sono le persone che accolgono Gesù, il Vangelo ci parla che oltre ai rami stesi a terra dove passava Gesù molti stendevano anche il proprio mantello. Qui Giotto a mio parere ha un intuizione geniale, raffigura esattamente la scena descritta dal Vangelo ma con la particolarità di un uomo che non getta a terra il mantello ma si sta spogliando dell’unica tunica. Quest’uomo ha capito che difronte a Gesù, il Cristo bisogna mettersi a nudo, spogliarsi delle proprie strutture dei propri averi delle proprie convinzioni per poter accogliere in pienezza Cristo. Imitare in tutto il maestro Gesù che <i>“spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo”</i> (Fil 2,7).</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 Apr 2020 06:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dedicazione di San Giovanni in Laterano]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuele Gargiulo]]></author>
			<category domain="http://www.laparresia.com/blog/index.php?category=Arte_Sacra"><![CDATA[Arte Sacra]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000013"><div>Il 9 novembre si celebra la dedicazione della basilica di san Giovanni in Laterano. </div> &nbsp;<div>Il quadro che vediamo raffigura il papa Pio IX che nel 1870 proclama san Giuseppe patrono della Chiesa Universale.</div> &nbsp;<div>È Interessante notare come l’autore, Francesco Gatto, raffiguri questo momento, cioè: il papa in ginocchio davanti al Santo, con le braccia aperte per indicare che gli affida tutta la Chiesa. Il pontefice è posto su dei gradini sotto al trono di san Giuseppe a indicare che la Chiesa terrena prega e venera la Chiesa celeste. </div> &nbsp;<div>Affianco al pontefice troviamo un angelo che porge la basilica di San Giovanni in Laterano, perché è grazie alla comunione questa basilica che sussiste una Chiesa Universale. Infatti, San Giovanni in Laterano, in quanto cattedrale di Roma e quindi cattedrale del Papa, é il centro dell'unità della Chiesa e la &nbsp;Chiesa é veramente universale quando è in comunione con il papa.</div> &nbsp;<div>Proprio alle base delle fondamenta delle colonne all’ingresso della basilica c’è scritto “madre e capo di tutte le chiese del mondo”. Allora l'angelo, presentando al patrono la Basilica, offre tutta la Chiesa. Ovviamente la Chiesa con la “C” maiuscola intesa come comunità di persone che pregano e lodano il Dio uno e trino, e non la chiesa edificio.</div> &nbsp;<div>In fine troviamo san Giuseppe, seduto in trono, ma non è lui il centro poiché mostra il bambino, il Figlio, Gesù. </div> &nbsp;<div>San Giuseppe fa il tramite, il ponte, per arrivare a Cristo. Oggi san Giuseppe come ha custodito il figlio Gesù, custodisce la chiesa in modo silenzioso ed operante. </div> &nbsp;<div>Con questa preghiera Pio IX, nel decreto Quemadmodum Deus, proclamò San Giuseppe Patrono della Chiesa Universale l'8 dicembre 1870:</div> &nbsp;<div class="imTACenter"><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">O beato, felice Giuseppe! A voi è stato concesso che quel Dio che molti re vollero vedere e non videro, udire e non udirono, voi non solo lo vedeste e udiste, ma lo portaste, lo baciaste, lo vestiste e custodiste!</span></div> &nbsp;<div class="imTARight"><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">San Giuseppe, prega per noi</span></div> &nbsp;<div> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 07:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La creazione del mondo]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuele Gargiulo]]></author>
			<category domain="http://www.laparresia.com/blog/index.php?category=Arte_Sacra"><![CDATA[Arte Sacra]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000012"><div><span class="fs11lh1-5">Quest’immagine raffigura Dio creatore del mondo, nell’atto creatrice.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">L’immagine presa in considerazione è una xilografia colorata a mano presa dalla bibbia di Martin Lutero. &nbsp;La xilografia è una tecnica di stampa tramite un’incisione unica sul legno.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Con questa raffigurazione vogliamo mettere in risalto due aspetti fondamentali, primo è l’azione Trinitaria nella creazione e la centralità del giardino, che come vedremo è un luogo privilegiato da parte delle Sacre Scritture.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Iniziamo dal primo aspetto, in alto troviamo Dio Padre nella sua Gloria rappresentata con i cerchi di luce alle sue spalle e riempie tutti gli spazzi vuoti della raffigurazione. Questa gloria ripresa dall’immagine di Isaia, la luce sfolgorante e i lembi del mantello che riempiono il mondo, il mantello rosso simbolo della regalità di Dio. Facendo un focus sul nimbo dietro la testa del Padre troviamo la prima particolarità, in quanto è a forma di croce che è il modo di rappresentare quello di Cristo e questo è un primo elemento Trinitario. Un secondo elemento riguardante il Padre è lo sguardo in quanto ha due occhi diversi, uno spalancato e duro per indicare Dio giudice giusto che osserva il mondo, l’altro è più dolce ed è lo sguardo di Dio Padre di misericordia. Infine la mano benedicente che indica che la creazione del mondo è benedetta da Dio. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">Il riferimento alla seconda persona delle trinità è più nascosto ma molto prezioso. Viene raffigurata in primo luogo come abbiamo già visto dal nimbo a forma di croce, indica che fin dalla creazione del mondo era prevista l’incarnazione del Cristo della sua passione, morte e resurrezione. L’altro elemento importante è la bocca aperta del Padre in quanto Dio crea con la Parola “Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu” (Gn 1,3) questa Parlo creatrice è il figlio di Dio, il Verbo. Tutto questo si chiarisce con il primo versetto del vangelo di Giovanni “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.” (Gv1,1). Dio Creatore crea per mezzo del Verbo che è Dio. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">La terza persona della Trinità è la più delicata, è raffigurata da quella specie di nube intorno al creato, “lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque” (Gn 1,2) lo Spirito è colui che opera per mezzo del Padre e del Figlio e riempie il creato e crea.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs11lh1-5">In fine troviamo il creato, i pesci del mare, gli uccelli, gli animali e al centro troviamo l’uomo. Il centro di tutto il creato è l’uomo. Qui abbiamo ciò che abbiamo accennato prima sul giardino, che è il luogo dove Dio nella Sacra Scrittura rimette al centro l’importanza della sua creatura amata, il primo giardino è quello dell’Eden dove l’uomo aveva il privilegio di passeggiare con il creatore. Il giardino lo ritroviamo nella notte di dolore di Gesù, il giardino del Getsemani, in questo giardino Dio si mostra pienamente uomo nel suo dolore e nelle sue paure. L’altro giardino è quello della Resurrezione, dove Cristo apre al creato l’opportunità di tornare alla condizione del giardino dell’Eden. Allora il giardino è il luogo privilegiato dell’incontro con Dio.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 Oct 2019 06:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Risurrezione di Cristo]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuele Gargiulo]]></author>
			<category domain="http://www.laparresia.com/blog/index.php?category=Iconografia"><![CDATA[Iconografia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000010"><div><span class="fs9lh1-5">La Resurrezione, un Evento misterioso e difficile da comprendere.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs9lh1-5">Gesù il Cristo risorgendo, distrugge la paura più grande dell’uomo; la morte. Per mezzo della Resurrezione, l’uomo torna in qualche modo alle sue origini, all’Eden dove la morte era solo un passaggio e non l’orrore e il distacco di oggi; l’uomo torna alle sue origini come Dio lo ha creato.</span></div><div><span class="fs9lh1-5">Per cercare di capire come Dio riesce a fare tutto questo e ad aprirci le porte del Paradiso contempliamo l’icona della Resurrezione.</span></div><div><span class="fs9lh1-5">L’icona si presenta con Cristo risorto al centro. Capiamo che è risorto dai segni della passione sui piedi e sulle mani, ma soprattutto dalle sue vesti dorate e splendide, che emanano luce. Cristo si trova dentro un ovale azzurro, che ricorda una mandorla simbolo della fertilità e della nascita; Cristo esce da questa mandorla ed afferra due persone, cioè Adamo ed Eva. Essi sono prelevati dalle loro bare (ai loro piedi) e sono letteralmente strappati dalla morte. Cristo sceso agli inferi (sabato Santo), risorge portando con sé tutte le persone in attesa della venuta di Dio per liberarli dalla morte.</span></div><div><span class="fs9lh1-5">Interessante è che ai piedi di Gesù troviamo due porte divelte dai loro cardini e vari strumenti, (chiavi, molle, ecc.) simboleggiano le porte degli inferi che grazie alla sua Resurrezione non possono più essere richiuse. Cristo ha sconfitto la morte, ha distrutto tutto quello che ci incatenava agli inferi.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs9lh1-5">Cristo è Risorto</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 20 Apr 2019 22:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La morte di Gesù il Cristo]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuele Gargiulo]]></author>
			<category domain="http://www.laparresia.com/blog/index.php?category=Arte_Sacra"><![CDATA[Arte Sacra]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000F"><div><span class="fs9lh1-5">Nel Venerdì Santo, la liturgia ci fa vivere la Passione di Cristo leggendo la passione dal vangelo di Giovanni. Questo Vangelo, come i sinottici, ci fa vedere Gesù sulla croce abbandonato da tutti. Alcuni vangeli indicano la presenza delle donne da lontano, Giovanni ci parla della madre Maria e del discepolo amato, ma tutti narrano che Gesù sulla croce si sente abbandonato da Dio.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs9lh1-5">In questa pala da altare Guido Reni fa vedere quello che sui Vangeli è solo intuibile e ci aiuta ad entrare nel grande mistero di Dio morto in croce.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs9lh1-5">È un dipinto meraviglioso posto sull’altare maggiore della chiesa della Santissima Trinità del pellegrino.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs9lh1-5">Troviamo al centro raffigurato Cristo morto in croce nello stupore e nella desolazione degli angeli intorno a lui. Alle spalle del crocifisso troviamo Dio il Padre nella sua Gloria contornato dai serafini. Il Padre è nella stessa posizione del Figlio, cioè con le braccia allargate, il suo volto è un volto triste quasi incredulo. Al centro troviamo la colomba, cioè lo Spirito Santo, anche lui con le braccia (ali) allargate.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs9lh1-5">Reni con questa raffigurazione fa comprendere in modo magnifico che la morte di Gesù è un’azione Trinitaria, non solo del Figlio; Gesù in croce non è solo, ma sono li con Lui il Padre e lo Spirito.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs9lh1-5">Tutto il Dio trino ed unico è inchiodato sulle assi della croce, il Padre soffre con il Figlio.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs9lh1-5">È un quadro che trasmette meravigliosamente l’unita e la trinità di Dio.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs9lh1-5">Di fronte a questo mistero bisogna stare solo in silenzio e contemplare il volto del Padre che si svela nel Figlio.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 19 Apr 2019 05:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Accadde tutto in una notte]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuele Gargiulo]]></author>
			<category domain="http://www.laparresia.com/blog/index.php?category=Iconografia"><![CDATA[Iconografia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000E"><div><span class="fs9lh1-5">Quella che vediamo è un’icona Russa che racchiude gli elementi fondamentali della liturgia del Giovedì Santo.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs9lh1-5">L’icona è composta da quattro scene, due in alto e due in basso. Le due superiori sono l’istituzione dell’Eucarestia e la Lavanda dei piedi, cioè i due comandi che Gesù ci ha lasciato: nell’ultima cena ci dice “Fate questo in memoria di Me”; nella lavanda dei piedi “anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri”. Le due inferiori, invece raffigurano Cristo nel Getsemani in preghiera e la sua cattura.</span></div><span class="fs9lh1-5">Partendo dalla lavanda di piedi, troviamo Cristo seduto sul suo trono, con i suoi elementi tipici: il nimbo segnato con la croce; le vesti di Gesù, cioè la tunica rossa che indica la divinità; il mantello che lo ricopre che indica che la divinità si è rivestita dell’umanità. Intorno a lui ci sono i discepoli, tra i quali possiamo riconoscere Giovanni, con il capo chino sul petto di Gesù, e Giuda che è “Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà.” (Mt26,23).</span><br><span class="fs9lh1-5">Nell’quadrante accanto, vediamo la lavanda dei piedi. Possiamo riconoscere Pietro al quale Gesù sta lavando i piedi. Pietro è dubbioso e non capisce cosa sta avvenendo né perché il Maestro sta facendo una cosa del genere riservata solo ai servi. Anche gli altri apostoli non capiscono e infatti parlottano tra di loro.</span><br><span class="fs9lh1-5">Alle spalle di queste due scene vediamo delle costruzioni che stanno ad indicare la Chiesa che con questi due atti e con queste persone sta nascendo. Interessante è che Gesù fa nascere la Chiesa chiamando come discepolo anche Giuda che sa che lo tradirà.</span><br><span class="fs9lh1-5">Nelle scene inferiori è molto chiaro ciò che accade. Cristo è in preghiera nell’orto degli ulivi, in angoscia per la morte che dovrà affrontare e il Padre gli va incontro dal cielo. Sotto troviamo il Maestro che ammonisce i discepoli che non sanno vegliare con lui.</span><br><span class="fs9lh1-5">Nella scena affianco vediamo i soldati che vanno a prenderlo; Gesù indica sé stesso perché ha appena risposto alla domanda del centurione che chiedeva chi fosse Gesù. Vediamo che alla risposta di Gesù “sono Io” i soldati cascano a terra per la potenza dell’affermazione; Cristo si rivela e si svela come il Dio che si mostrò a Mosè, per questa potenza i soldati cadono a terra.</span></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 06:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Scene della Passione di Cristo]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuele Gargiulo]]></author>
			<category domain="http://www.laparresia.com/blog/index.php?category=Arte_Sacra"><![CDATA[Arte Sacra]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000D"><div><span class="fs9lh1-5">Con la domenica delle Palme entriamo nella settimana Santa. Questo tempo è il più importante dell’anno, dove la liturgia ci aiuta ad entrare nel mistero della Passione-Morte-Resurrezione di Cristo.<br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs9lh1-5">L’artista Hans Memling ci aiuterà a visualizzare questo mistero con la sua opera “Scene della Passione di Cristo” dipinta ad olio su una tavola di 56,7×92,2 cm. L’opera del 1470 raffigura 22 scene con protagonista sempre Gesù e la sua Passione.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs9lh1-5">Il quadro inizia in alto a sinistra con l’ingresso di Gesù a Gerusalemme acclamato dalle folle ed osannato (evento che celebriamo la domenica delle Palme). Alla destra di questa scena troviamo la cacciata dei mercanti dal tempio da parte di Gesù, gesto che fece molto scalpore.</span></div><div><span class="fs9lh1-5">Subito sotto troviamo al chiuso illuminati solo dalle torce, per far capire che l’avvenimento è accaduto di notte, cioè nel nascondimento, Giuda che vende Gesù ai Sacerdoti.</span></div><div><span class="fs9lh1-5">Alla sinistra di questa scena troviamo l’istituzione dell’Eucarestia nell’ultima cena (che si celebra il Giovedì Santo).</span></div><div><span class="fs9lh1-5">Ancora sotto, ma fuori dalle mura della città, troviamo Gesù in preghiera nell’orto degli ulivi, il Getsemani, con attorno i discepoli addormentati. Appena sulla destra troviamo il bacio di Giuda con la schiera dei soldati per catturarlo. Poco sopra della scena della cattura, all’interno delle mura della città, troviamo il gallo con sotto Pietro pentito di aver rinnegato Gesù.</span></div><div><span class="fs9lh1-5">Spostandoci al centro del dipinto troviamo in sequenza, Gesù davanti al sinedrio e a Caifa, la flagellazione, l’incoronazione di spine e la presentazione di Gesù alle folle da parte di Pilato.</span></div><div><span class="fs9lh1-5">In basso verso destra, fuori dalla città, inizia il corteo della salita al Calvario. Proseguendo lungo la strada arriviamo in alto dove ci sono le tre scene della croce cioè: Gesù inchiodato; poi crocifisso e morto; infine Gesù deposto dalla croce (che si celebra il Venerdì Santo).</span></div><div><span class="fs9lh1-5">Sulla destra di queste tre scene della crocifissione, troviamo altre tre scene legate al sepolcro, cioè Gesù posto nel sepolcro; sotto la discesa agli inferi infine Cristo Glorioso esce dal sepolcro.</span></div><div><span class="fs9lh1-5">Nell’ultima parte in alto a destra troviamo le apparizioni; per prima a Maddalena nel giardino; poi i discepoli di Emmaus lungo la strada; infine ai 12 sul lago di Tiberiade nel fondo della strada.</span></div><div><span class="fs9lh1-5">Ecco, in un quadro unico abbiamo una sintesi completa della settimana Santa, che ci fa ripercorrere con una sola occhiata il grande Mistero della Passione Morte e Resurrezione di Gesù Cristo.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 14 Apr 2019 06:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Annunciazione]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuele Gargiulo]]></author>
			<category domain="http://www.laparresia.com/blog/index.php?category=Arte_Sacra"><![CDATA[Arte Sacra]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B"><div><span class="fs10lh1-5">L'opera in questione si trova nella chiesa di santa Maria in Valicella, per tutti la Chiesa Nuova di San Filippo Neri.</span></div><div><span class="fs10lh1-5">L'affresco è posto nella prima cappella della navata di sinistra, cioè la prima cappella dalla tomba del santo. Nella navata di sinistra troviamo tutto il ciclo di affreschi (uno per cappella) della Natività di Gesù. Nella navata di destra troviamo il ciclo della passione.</span></div><div><span class="fs10lh1-5">La pala d'altare è di Domenico Cresti ed è del 1591, raffigura l'annunciazione a Maria da parte dell'angelo.</span></div><div><span class="fs10lh1-5">L'opera esprime in modo magnifico l'avvenimento dell'annunciazione, in quanto l'accadimento più importante dell'universo avviene nel nascondimento e nel segreto della casa di Nazareth.</span></div><div><span class="fs10lh1-5">Partendo dal basso troviamo Maria in casa sua, in ginocchio in preghiera. Qui troviamo un elemento tipico dell'annunciazione, cioè il libro aperto che indica la Sacra Scrittura al passo di Isaia che dice "una vergine partorirà". Ecco le Sacre Scritture si stanno avverando in Maria, lei è la vergine che partorirà.</span></div><div><span class="fs10lh1-5">Di fronte a lei troviamo l'angelo Gabriele. Il nome Gabriele vuol dire Forza di Dio, questa forza è proprio nell'annuncio della parola che personalmente Dio manda a Maria. L'angelo indica in alto, proprio a significare che l'annuncio non è il suo, ma viene dall'alto, da Dio.</span></div><div><span class="fs10lh1-5">Salendo in alto troviamo Dio Padre nella suo gloria con la mano benedicente. Poco sotto troviamo la Colomba, cioè lo Spirito Santo. Il dipinto presenta un’opera Trinitaria, in quanto la seconda persona della Trinità, il Figlio, lo troviamo in modo non visibile nel grembo di Maria.</span></div><div><span class="fs10lh1-5">Meraviglioso il modo in cui l'autore indica i vari testimoni dell'accaduto: i vari angeli, che sono la testimonianza del creato all'evento di Dio che si incarna. Tutti gli angeli sono in attesa, sono ansiosi di sapere la risposta di Maria all'annuncio di Gabriele. In alto a sinistra, infatti, troviamo due angeli che si abbracciano proprio perché sono in questa attesa, quasi trattenendo il respiro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5">Il vangelo di Luca, che è l'unico che racconta dell'annunciazione di Maria che Domenico Cresti racchiude in modo meraviglioso nell'opera che vediamo, conclude con le parole "Avvenga di me secondo la tua Parola"(Lc1,38). Maria dice di sì; tutta l'attesa del creato esplode in gioia per la risposta positiva di Maria.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 08:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La croce gemmata]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuele Gargiulo]]></author>
			<category domain="http://www.laparresia.com/blog/index.php?category=Arte_Sacra"><![CDATA[Arte Sacra]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div class="imTAJustify"><div><div><span class="fs9lh1-5">Il mosaico che vediamo è posto nell'abside della cattedrale di Roma, cioè san Giovanni in Laterano. Costruita intorno al 324 d.C. la basilica nel corso dei secoli ha subito notevoli modifiche: il presbiterio e l’abside che noi oggi vediamo sono arretrati rispetto all’antica struttura; papa Leone XIII apportò questo cambiamento nel 1884. Un lavoro impegnativo che ha collocato questo bellissimo mosaico della fine dell’undicesimo secolo nella posizione attuale.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs9lh1-5">La sua struttura è legata all’elemento centrale, cioè la Croce, in quanto sviluppata in un senso verticale ed uno orizzontale. Quello verticale è evidente da comprendere, poiché ci sono tre fasce di colore diverso: la prima è caratterizzata dalla presenza del volto di Cristo e degli angeli, che indicano la superiorità di Dio sul creato (la tradizione vuole che il volto di Cristo riprenda l’immagine miracolosa acheropita, cioè non dipinta da mano d’uomo, ma direttamente da Dio, apparsa nella primitiva basilica lateranense); la seconda fascia è dorata e rappresenta il regno dei cieli, dove troviamo i santi che guardano Dio avendo la possibilità di contemplare il volto di Cristo; la terza fascia, la più bassa, simboleggiata dall’acqua, rappresenta il mondo intero.</span></div><div><span class="fs9lh1-5">Interessante che i tre livelli non sono completamente divisi: il livello più alto, al centro, è legato al livello inferiore. Cristo fuori dal Creato è legato al mondo creato per mezzo della discesa dello Spirito Santo, coprendo interamente la croce gemmata. Questa croce è gemmata - e non con il classico crocifisso - perché rappresenta la croce gloriosa che ha portato la salvezza dell’uomo. Da essa sgorgano quattro fiumi che legano i piani inferiori. Questi indicano i quattro Vangeli che bagnano e danno vita alla terra.</span></div><div><span class="fs9lh1-5">Osservando invece il senso orizzontale, vediamo a destra della croce le figure di s. Giovanni Battista, s. Giovanni evangelista e di s. Andrea apostolo; a sinistra vediamo Maria la madre di Gesù, s. Pietro e s. Paolo. Tutti questi personaggi sono la base della Chiesa: coloro che hanno dato tutto, perfino la loro vita, per annunciare il Regno di Dio e diffondere il Vangelo.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs9lh1-5">In fine abbiamo due figure più piccoline ai piedi di Maria: Papa Niccolò I, inginocchiato che chiede l’intercessione della Vergine e s. Francesco di Assisi.</span></div><div><span class="fs9lh1-5">Ora possiamo capire il senso del mosaico. Il senso verticale: Dio che si abbassa fino alla morte di Croce per effondere lo Spirito nel Creato; il senso orizzontale: la Chiesa che riconosce la Croce gloriosa e gemmata che si espande ed abbraccia tutto il mondo.</span></div><div><span class="fs9lh1-5">Cuore di tutto è il centro della Croce, dove troviamo un ovale che raffigura il battesimo di Gesù. Questo è il cuore dell’opera: il Signore fatto uomo che per mezzo del battesimo apre il Suo regno a tutti e, sempre per mezzo del battesimo, ci rende figli e partecipi della sua stessa eredità. Da questa acqua battesimale nascono i fiumi del Vangelo che irrigano la terra.</span></div></div><div><span class="fs9lh1-5"> </span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Mar 2019 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cattedra di San Pietro]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuele Gargiulo]]></author>
			<category domain="http://www.laparresia.com/blog/index.php?category=Arte_Sacra"><![CDATA[Arte Sacra]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs10lh1-5">Il 22 Febbraio la Chiesa celebra la festa della cattedra di san Pietro, cioè la commemorazione della costruzione della basilica di san Pietro sopra la tomba dell'apostolo sul colle vaticano.</span></div><div><br></div><div><span class="fs10lh1-5">La cattedra è un trono sul quale il vescovo si siede per insegnare e presiedere la liturgia nella propria diocesi.</span><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs10lh1-5">La cattedra di Pietro è un trono di legno, che la tradizione indica sia dell’apostolo, ma che in realtà è un manufatto francese del IX secolo.. </span></div> &nbsp;&nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">L’opera, che ammiriamo nell’abside della basilica, è del Bernini ed è un’opera meravigliosa che ci aiuta a capire il legame stretto che vi è tra Dio e la Chiesa con la successione apostolica per mezzo del vescovi.</span></div><div><span class="fs10lh1-5">L’artista ha scelto di dare un effetto ottico di grande livello, rappresentando la cattedra rialzata da terra sorretta da quattro statue di bronzo, che rappresentano quattro dottori della Chiesa: Sant’Agostino e Sant’Ambrogio per la Chiesa Latina; Sant’Anastasio e San Giovanni Crisostomo per quella greca; proprio ad indicare, come direbbe san Giovanni Paolo II, i due polmoni della Chiesa (orientale ed occidentale). L’opera continua con la parte più alta cioè la vetrata della colomba che indica lo Spirito Santo.</span><br></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs10lh1-5">Cosa rappresenta tutta l’opera? Essa rappresenta che la Chiesa terrena é guidata dai vescovi (statue dei dottori della chiesa), ma anche che tutti i vescovi sono legati insieme dalla guida del Sommo Pontefice, che fa da ponte tra la chiesa terrena e quella celeste (trono di san Pietro).</span></div><div><span class="fs10lh1-5">Il trono poggia sulle statue, ma ha alle spalle una nuvola d’oro che porta verso il cielo. La nube (simbolo della presenza di Dio) si spalanca, squarciando i cieli, dando spazio alla Colomba (la vetrata), per indicare che la Chiesa è sotto la guida dello Spirito Santo. Quest’opera meravigliosa viene resa ancora più bella dall’aiuto della luce del sole, che entrando dalla vetrata dà un effetto luminoso come se veramente la parete dell’abside si squarciasse per far entrare la divinità.</span></div></div><div class="imTAJustify"> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Feb 2019 11:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Presentazione di Gesù al tempio ]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuele Gargiulo]]></author>
			<category domain="http://www.laparresia.com/blog/index.php?category=Iconografia"><![CDATA[Iconografia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div><span class="fs10lh1-5">Il 2 Febbraio la chiesa celebra la presentazione di Gesù al tempio di Gerusalemme.</span></div><div> </div><div><span class="fs10lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5">Il portare Gesù al tempio 40 giorni dopo la nascita non è un gesto devozionale di Maria e Giuseppe, ma è un atto prescritto dalla Legge di Mosè (Es 13,11-16) dove tutti i primogeniti devono essere consacrati al Signore e riscattati con delle offerte sull'altare.</span></div><div> </div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">Ma perché questa festa è così importante per noi cristiani? La risposta la troviamo nel Vangelo di Luca (Lc 2, 22-38). Con i due incontri che fa la famiglia di Nazareth, il primo con Simeone e il secondo con la profetessa Anna, viene riconosciuta la divinità di Gesù e Simeone lo definirà "luce per illuminare le genti"(v. 32).</span></div><div><span class="fs10lh1-5">Proprio da questa affermazione la festa prende il nome di candelora, perché durante questa celebrazione vengono benedette le candele, simbolo di Cristo luce del mondo e facciamo memoria del nostro battesimo.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">l'icona della presentazione di Gesù al tempio è piena di significati, partendo da sinistra troviamo Giuseppe uomo giusto che porta le colombe per riscattare il suo primogenito, le colombe erano l'offerta minima che la famiglia doveva fare. Accanto a Giuseppe troviamo Maria che ha già dato il figlio in mano a Simeone, lei si trova al centro della scena proprio dove si trova l'altare del sacrificio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5">A destra troviamo Simeone con il Bambino in mano che lo guarda e loda Dio e la profetessa Anna. Simeone è raffigurato come un anziano ma il testo non parla della sua età ma parla della lunga attesa e della promessa che non avrebbe visto la morte prima aver veduto il Cristo, questo fa intendere che Simeone sia un uomo anziano che aspetta, spera e crede.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5">Sullo sfondo troviamo degli elementi interessanti, dietro Giuseppe vediamo la costruzione di un edificio simile ad una chiesa mentre dietro Anna troviamo un trono per la precisione il trono di Mosè. I due edifici sono legati tra loro da un telo rosso che si lega alla punta dell'altare del sacrificio. Questo è il cuore di tutto il brano del Vangelo, l'antica alleanza (con Mosè) per mezzo del sacrificio di Cristo genera la Chiesa, Maria si trova affianco dell'altare proprio come si trova al fianco del figlio sotto la sua croce.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5">La festa della candelora è così importante in quanto lega insieme le nostre attese con il desiderio di Dio cioè riunirci tutti sotto la luce di Cristo.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1"> </span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 02 Feb 2019 11:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Battesimo di Gesù]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuele Gargiulo]]></author>
			<category domain="http://www.laparresia.com/blog/index.php?category=Arte_Sacra"><![CDATA[Arte Sacra]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div><span class="fs10lh1-5">La liturgia in pochi giorni ci presenta Gesù bambino avvolto in fasce (il Natale) e Gesù adulto a circa 30 anni che viene battezzato nel fiume Giordano. I vangeli non ci parlano di questi trent'anni, che vengono definiti gli anni della vita nascosta di Gesù a Nazareth. <br> Con il battesimo abbiamo una svolta: inizia la così detta vita pubblica. Perché questo evento è così importante? Cosa si svela di Gesù? <br><br> </span></div><div><span class="fs10lh1-5">Il quadro di Pietro Perugino ci aiuta a capire l'importanza dell'evento. <br> Il Perugino affresca un quadro enorme, 335x540 cm, realizzato verso il 1482 e facente parte della decorazione del registro mediano della Cappella Sistina in Vaticano. <br> L'autore impostata il quadro secondo uno schema simmetrico. Al centro troviamo la Trinità: in alto il Padre, che è oltre il mondo e i cieli; la colomba, cioè lo Spirito Santo e il Figlio. A destra e a sinistra troviamo la folla in attesa di essere battezzata, alcuni si stanno spogliando altri osservano la scena.<br> &nbsp;Tutto il dipinto riporta il battesimo di Gesù ai tempi e nel luogo in cui l'autore dipinge l'opera, tant’è che sullo sfondo si intravedono il Colosseo e il Pantheon ed i personaggi hanno vestiti tipici romani della fine del XV secolo.<br>Il quadro va osservato con il Vangelo in mano e la liturgia dell'anno C, in cui ci troviamo, ci offre il battesimo di Gesù secondo l'evangelista Luca (Lc 3, 21-22).<br>L'Evangelista in due versetti dà delle indicazioni chiare che ritroviamo nel dipinto: il popolo che viene battezzato; Gesù battezzato; la Trinità.<br>Dopo l'Epifania, cioè la manifestazione di Gesù come Dio e come Re, qui abbiamo una Teofania, cioè la manifestazione di Dio trinitario che svela al mondo Gesù come figlio.<br>L'Evangelista lo racconta così: "Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto»."(Lc 3, 21-22).<br>I cieli si aprirono e abbiamo la presenza di Dio nel mondo contornato dai Serafini che cantano il trisaghion (il tre volte Santo), tratto dalla visione di Isaia (Is 6). Abbiamo la colomba, con la quale l'Evangelista sottolinea il fatto che lo Spirito Santo è corporeo. E in fine abbiamo la Teofania vera e propria: la voce di Dio che rivela la divinità di Gesù. La voce non si rivolge alle </span><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 13 Jan 2019 08:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Adorazione dei Magi]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuele Gargiulo]]></author>
			<category domain="http://www.laparresia.com/blog/index.php?category=Arte_Sacra"><![CDATA[Arte Sacra]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><span class="imTALeft">L’adorazione dei Magi è la prima grande manifestazione di Gesù come Dio. Il termine teologico è quello di Epifania, che significa manifestazione del Signore (più letteralmente apparizione).</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs11lh1-5">La liturgia latina colloca questa festa il 6 gennaio ed è la terza &nbsp;solennità dell’anno liturgico dopo la solennità del Natale e di Maria Madre di Dio. È così importante che in questa celebrazione viene collocato l’annuncio del giorno di Pasqua, per far capire che il mistero dell’Incarnazione, Passione, Morte, Resurrezione e consegna dello Spirito Santo è un unico Kerigma. È un unico mistero che la sola incarnazione senza la passione non avrebbe senso e viceversa.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">Il mosaico che vediamo è preso dall’abside di Santa Maria in trastevere.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">L'abside della basilica accoglie un ciclo con la Storie di Maria Vergine, i mosaici sono di Pietro Cavallini.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">Nella parte inferiore è posto il mosaico dell’adorazione dei Magi. Un mosaico molto bello che raffigura Maria in trono che porge il bambino, Giuseppe alle spalle che in modo silenzioso osserva la scena che avviene, cioè dei re o meglio delle persone ricche che si prostrano davanti al bambino portando dei doni, oro, incenso e mirra; è gesto profetico che sottolinea la regalità di Gesù, la sua divinità. &nbsp;Maria è posta davanti la porta di un edificio, questo edificio simboleggia la Chiesa che per mezzo del Si di Maria si apre la porta all’intera umanità.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">Altro elemento interessante è la stella posta in altro con un apertura dei cieli (la parte dorata) indicando che la stella è la presenza del Padre che è oltre il creato &nbsp;ed è lui che guida i Magi fino a Betlemme. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs11lh1-5">Il Vangelo di Matteo è l’unico che parla dei Magi e non scrive che sono re ma solo magi, &nbsp;indica che non sono ebrei ma dei pagani, questo è già il primo evento che fa capire la grandezza e la straordinarietà di Dio, lui il re dei Giudei ma i primi a cui appare sono i pastori e i Magi che si sono prostrarsi davanti alla sua Divinità.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5"> </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 06 Jan 2019 09:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Maria Madre di Dio]]></title>
			<author><![CDATA[Emanuele Gargiulo]]></author>
			<category domain="http://www.laparresia.com/blog/index.php?category=Arte_Sacra"><![CDATA[Arte Sacra]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000004"><div><span class="fs10lh1-5">Il primo gennaio si festeggia la solennità di Maria Madre di Dio, emblema di questa ricorrenza per Roma è la <b><i>Salus populi romani</i></b> &nbsp;che in italiano significa «salvezza del popolo romano». Questo è il titolo dato nel XIX secolo alla raffigurante la Madonna Odigitria che si trova nella cappella Borghese della Basilica di Santa Maria Maggiore. </span></div><div><span class="fs10lh1-5">L'opera raffigura Maria con il bambino in braccio (odigitria), ma la particolarità di questa icona è che il bambino guarda il volto della madre e non chi guarda l'icona. Mentre la madre guarda l'osservatore e non il bambino. Questi due atteggiamenti molto particolari indicano che Maria è il centro dell'icona (e del mondo) per lei bisogna passare per arrivare a Gesù (bambino che guarda la madre) e che Maria non tiene per se il figlio ma lo dona all'umanità (Maria che guarda noi che osserviamo l'icona). Le due iscrizioni in alto sono le abbreviazioni in greco di Maria <i>Theotókos</i> &nbsp;(MR, a sinistra e &nbsp;TE, a destra). </span></div><div><span class="fs10lh1-5">L'autore di questa icona è sconosciuto, ma la tradizione vuole che sia stato l'evangelista Luca a scrivere questa icona, in quanto probabilmente lui per scrivere i primi 3 capitoli del suo Vangelo (l'infanzia di Gesù) ha vissuto ed ascoltato la viva voce di Maria.</span></div><div> <span class="fs10lh1-5">Il dogma di Maria Madre di Dio, viene proclamato nel concilio di Efeso, nel 431.</span></div><div> <span class="fs10lh1-5">La necessità del concilio di ribadire che Maria è Madre di Dio nasce dal fatto che in quei anni la chiesa primitiva è ricca di eresie in particolare con questo dogma si risponde all'eresia nascente che Maria è madre di Gesù ma non di Dio. Il concilio ecumenico di Efeso il 22 giugno del 431 proclama Maria con il titolo di <b><i>Theotókos</i></b> (Θεοτόκος), Madre di Dio.</span></div><div> <span class="fs10lh1-5">E' tra la più importante icona mariana di Roma, il papa Pio XII proclamato il dogma dell'Assunzione di Maria nel 1950 ha fatto portare l'icona in processione per le vie di Roma nel 1953, iniziando così il primo anno mariano nella storia della Chiesa. Lo stesso pontefice a conclusione dell'anno mariano incoronò l'immagine dandole il titolo di "Maria regina del mondo".</span></div><div> <span class="fs10lh1-5">L'opera ha sempre avuto una grande devozione dei vari pontefici, fino ad arrivare ai giorni nostri dove il papa Francesco si reca davanti all'immagine di Maria prima di affrontare un viaggio apostolico.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Jan 2019 09:05:00 GMT</pubDate>
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